Futuro Nazionale affronta l’emergenza del caro affitti, secondo Campisi.

Redazione

Immagine a scopo illustrativo. Foto di repertorio o immagine generata mediante intelligenza artificiale.


A Rimini, l’emergenza abitativa rappresenta un problema strutturale di crescente gravità. Luca Campisi, referente del Comitato 323 di Futuro Nazionale, evidenzia che gli affitti sono insostenibili per molte famiglie. Le case popolari disponibili sono in numero insufficiente rispetto alle richieste, e il mercato residenziale è distorto dal turismo e da agevolazioni fiscali poco efficaci. La situazione si configura come una vera emergenza sociale.

Il costo degli affitti è il principale nodo della questione. Negli ultimi anni, le tariffe sono aumentate significativamente, passando da una media di 11,8 €/m² nel 2020 a 25 €/m² nel 2024, con previsioni stimate tra 21 e 23 €/m² per il 2026. Attualmente, oltre il 50% del reddito delle famiglie è destinato al pagamento dell’affitto, quasi il doppio della soglia sostenibile del 30%. L’emergenza è ulteriormente aggravata dalla presenza di 12.600 case vuote e da centinaia di ex hotel inutilizzati, mentre molte persone continuano a non trovare alloggi.

L’edilizia residenziale pubblica non riesce a soddisfare la domanda. Rimini dispone di circa 2.300 alloggi, uno dei numeri più bassi nella regione, rispetto a circa 3.400 famiglie in attesa. Nel 2025, solo 29 alloggi sono stati recuperati, un dato deludente. Progetti come i 36 alloggi dell’ex Questura sono slittati nel tempo. Recentemente, la Giunta comunale di Rimini ha approvato lo schema definitivo di Accordo di Programma con la Regione, avviando formalmente i cantieri, e ci si impegna a monitorare questa situazione.

Nel frattempo, sono cambiate le regole di accesso agli alloggi pubblici in Emilia-Romagna, con la nuova delibera regionale di ottobre che ha eliminato il criterio della residenzialità storica dalle graduatorie, abolendo anche l’obbligo di avere un contratto di lavoro. Viene introdotta una parità di trattamento tra cittadini italiani e stranieri. Questa decisione è stata criticata, poiché viene interpretata come una mancata valorizzazione degli italiani che risiedono da anni nel territorio, lavorano e contribuiscono alle comunità.

In aggiunta, il sistema dei canoni concordati non risulta efficace. Il Comune investe 1,35 milioni di euro in agevolazioni IMU per i proprietari, ma queste risorse non si traducono in affitti più accessibili. Tra il 2018 e il 2024, i canoni hanno subito un aumento di circa il 20%. Se gli affitti concordati sono simili a quelli di mercato, si solleva l’interrogativo sul reale vantaggio per i cittadini.

Il Comitato di Rimini 323 di Futuro Nazionale sostiene la richiesta dei sindacati di creare un fondo per l’emergenza abitativa, rivedere le agevolazioni IMU legandole a benefici reali per gli inquilini, limitare gli aumenti automatici, e promuovere la costruzione di edilizia popolare nelle nuove trasformazioni urbanistiche. Si propone anche di recuperare ex hotel e immobili dismessi per creare studentati, foresterie e alloggi per lavoratori stagionali. L’amministrazione comunale ha comunicato un piano per l'”affordable housing”, prevedendo 130 alloggi nell’area dell’ex Mercato Ortofrutticolo, destinati a sanitari, insegnanti, forze dell’ordine e studenti. Tuttavia, trattandosi di progetti in fase di definizione, l’emergenza abitativa rimane immediata.

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