Ogni anno, numerose persone intraprendono un percorso oncologico che non si conclude con l’intervento chirurgico o la terapia. Il recupero funzionale, l’attività fisica, il benessere psicologico e la qualità degli spazi diventano componenti essenziali nel processo di cura, incidendo significativamente sulla qualità della vita. Nasce da questo presupposto il progetto ‘Spazi di Salute’, promosso dai Rotary Club della provincia di Rimini e di San Marino, con il coordinamento del Rotary Club Rimini e in collaborazione con Oltre la Ricerca Odv, Ausl Romagna e l’Istituto per la Sicurezza Sociale della Repubblica di San Marino.
Per la prima volta, diverse realtà uniscono competenze, esperienze e risorse per diffondere una nuova cultura della salute, in cui l’esercizio fisico diviene un alleato nella prevenzione e parte integrante della cura. Il progetto va oltre la medicina riabilitativa, proponendo un modello di collaborazione tra sanità, volontariato, istituzioni e comunità, con l’obiettivo di generare un impatto concreto e duraturo sul territorio. Nel 2025, gli ospedali della provincia di Rimini hanno assistito a circa 1300 interventi chirurgici su pazienti oncologici, evidenziando un significativo bisogno assistenziale. Il progetto ambisce a rendere i percorsi di cura più efficaci, accoglienti e centrati sulla persona, come illustrato durante una conferenza stampa all’ospedale di Rimini.
Michele Lari, assessore allo Sport del Comune di Rimini, ha sottolineato l’importanza del progetto, che si inserisce in un contesto già incentivato dalla manifestazione Rimini Wellness e dalla presenza dell’Università. Ha evidenziato come il 47% della popolazione emiliano-romagnola pratichi sport, posizionando la regione al secondo posto dopo il Trentino Alto Adige. Lari ha anche evidenziato il potere riabilitativo dell’attività fisica, della corretta alimentazione e del supporto psicologico nella gestione dei percorsi post-operatori. Ha ribadito l’impegno dell’amministrazione nel migliorare le infrastrutture sportive, ringraziando i promotori del progetto.
Fabio Masini, presidente del Rotary Club Rimini, ha espresso l’impegno dell’organizzazione nella realizzazione di progetti innovativi a beneficio della comunità. Ha spiegato che il progetto è frutto di una sinergia tra i club Rotary e l’associazione Oltre la Ricerca, notando che la qualità della riabilitazione dipende anche dalla disponibilità di spazi adeguati. Masini ha rimarcato l’importanza dell’esercizio fisico come vera terapia per migliorare la qualità della vita dei pazienti oncologici.
Giulia Magnani, presidente del Rotary Club San Marino, ha messo in evidenza il principio rotariano di unire competenze per migliorare la qualità della vita. Ha espresso orgoglio per la dimensione internazionale del progetto, che mostra come sia possibile superare i confini amministrativi quando il benessere delle persone è al centro.
Francesca Gabellini, presidente dell’associazione Oltre la Ricerca, ha delineato il lavoro dell’associazione nel supportare i pazienti affetti da tumore al pancreas e come il progetto FisioPan ha rappresentato un passo avanti nell’integrare l’esercizio fisico nei percorsi di cura. Ha anticipato eventi futuri per sensibilizzare e formare operatori sanitari sui benefici dell’attività fisica per i pazienti oncologici.
Francesca Raggi, direttore medico del presidio ospedaliero, ha descritto ‘Spazi di Salute’ come un modello innovativo di collaborazione, volto a costruire reti stabili e durature per migliorare la salute comunitaria. Ha sottolineato come il progetto miri a promuovere una cultura dell’esercizio fisico come parte integrante della cura.
Claudio Vagnini, direttore generale dell’Istituto per la Sicurezza Sociale della Repubblica di San Marino, ha evidenziato la sinergia tra le diverse realtà coinvolte, che contribuisce a rendere i percorsi di cura più vicini alle esigenze delle persone, prestando attenzione all’umanizzazione dell’assistenza.
Simona D’Andreamatteo, direttrice UO Medicina Riabilitativa Rimini-Riccione, ha ringraziato i promotori del progetto, sottolineando l’importanza di personalizzare le risposte per migliorare il servizio ai cittadini. Ha evocato una visione di sanità più condivisa e partecipativa, confermando l’impegno a realizzare il progetto nel miglior modo possibile.
