Più flessibilità per gli operatori balneari e nuove opportunità per ampliare i servizi caratterizzano la variante al Piano dell’arenile, recentemente approvata dalla terza Commissione consiliare e ora in attesa di discussione in consiglio comunale. Questo provvedimento integra il Piano approvato nel settembre scorso, aggiornandolo con le nuove normative emerse e apportando modifiche frutto di un confronto con gli enti competenti, inclusa la Soprintendenza.
La variante, già anticipata in una Commissione consiliare a maggio, mira a incentivare le micro-aggregazioni (2-3 concessioni balneari), operando su tre aspetti principali: l’estensione della possibilità di realizzare terrazze e piscine anche alle micro-aggregazioni, finora limitate alle macro-aggregazioni, e una maggiore flessibilità nell’applicazione dei campi edificatori.
### Spazio a terrazze e piscine
Questa variante è il risultato di un percorso articolato, che ha permesso di completare il Piano dello scorso settembre affrontando tematiche specifiche in collaborazione con la Soprintendenza. Si punta a indirizzare i risultati previsti, tra cui la destagionalizzazione dell’offerta balneare e una maggiore integrazione tra mare e Parco del Mare, aumentando i servizi per cittadini e turisti e valorizzando il contesto ambientale. Inoltre, verrà regolamentato il passaggio tra la messa a bando delle concessioni e l’applicazione del Piano, generando maggiore certezza per gli operatori coinvolti.
L’installazione di terrazze, inizialmente prevista solo per le macro-aggregazioni e alcune micro-aggregazioni speciali, sarà ora concessa a tutte le micro-aggregazioni con pubblico esercizio. Tuttavia, i vincoli rimarranno invariati: le terrazze non dovranno sporgere dal manufatto e tutte le strutture dovranno presentarsi con caratteristiche di leggerezza.
Per quanto riguarda le piscine, se il Piano originario prevedeva una piscina per ogni macro-aggregazione, la nuova variante consente a due micro-aggregazioni vicine di condividere una piscina fino a 100 metri quadrati in fascia B, perfino al di fuori del campo edificatorio. Inoltre, anche per le macro-aggregazioni le piscine potranno essere collocate esternamente al campo edificatorio, con una profondità massima aumentata da 120 a 180 centimetri. Rimangono invariati il divieto di copertura invernale e l’obbligo di assicurarne l’accessibilità a persone con disabilità.
### Maggiore flessibilità e regole per la fase transitoria
La variante introduce maggiore flessibilità nella definizione dei campi edificatori, permettendo una diversa distribuzione dei volumi in particolari condizioni, senza un incremento complessivo. Si disciplina anche la fase transitoria per l’assegnazione delle future concessioni balneari tramite bando pubblico, regolando gli allestimenti temporanei per la stagione estiva – come tende e chiringuiti – e invernale, con spazi fino a mille metri quadrati per eventi della durata massima di 120 giorni.
### Altre novità
Tra le modifiche si aggiunge un’area ombreggio “speciale” per sport di spiaggia con strutture a basso impatto visivo, l’aumento delle superfici ombreggiate per le aree picnic da 25 a 40 metri quadrati e la possibilità, per le macro-aggregazioni, di ospitare intrattenimenti danzanti e spettacoli all’aperto.
La variante amplia infine le funzioni ammesse nell’area dell’ex Delfinario, ora autorizzata a ospitare attività culturali, sportive e ludiche, e interviene sulle 17 attività balneari già riqualificate, consentendo l’uso di fino a 50 metri quadrati della superficie esistente per pubblico esercizio accessorio.
