L’inchiesta sul “Nucleo Falchi” della Polizia Locale di Rimini è stata oggetto di discussione nel consiglio comunale. Durante la seduta di martedì, il consigliere di Fratelli d’Italia Carlo Rufo Spina ha presentato un’interrogazione per chiarire la cronologia delle segnalazioni, le verifiche effettuate, le decisioni adottate e le iniziative intraprese dall’Amministrazione per tutelare la propria immagine e quella dei cittadini. In particolare, si è chiesto se Palazzo Garampi fosse a conoscenza del comportamento degli agenti prima che l’indagine emergesse e se il comune intenda costituirsi parte civile nel futuro processo penale.
L’assessore Juri Magrini ha risposto, affermando che l’Amministrazione non era a conoscenza di condotte illecite da parte di dipendenti del Corpo che potessero configurare i reati contestati agli otto agenti indagati. Questi sono stati sospesi cautelativamente dal servizio in seguito a un’ordinanza del gip. Le ipotesi accusatorie comprendono reati di falso in atto pubblico, calunnia, violenza privata e arresto illegale. Come in altre situazioni analoghe, il Comune valuterà se costituirsi parte civile nel processo penale una volta conclusa l’indagine e ricevute le richieste definitive della Procura della Repubblica.
L’assessore ha inoltre sottolineato che tale decisione sarà presa considerando che l’azione civile di danno nel processo non preclude la possibilità per l’ente di richiedere un risarcimento o di segnalare i fatti alla Corte dei Conti affinché si attivi la Procura Regionale. Per prevenire il ripetersi di situazioni simili, il Comune adotta annualmente il Piano anticorruzione, che include misure preventive.
Infine, Magrini ha affermato che il procedimento penale è appena iniziato e che le valutazioni finali su questa situazione dovrebbero essere effettuate al termine dell’indagine. Rivolgendosi al consigliere Rufo Spina, ha consigliato maggiore attenzione e cautela, evidenziando che il principio di garantismo deve sempre essere applicato, al di là delle convenienze politiche.