Rimini, crocevia per la Chiesa secondo il Papa: “Prima le persone, poi i confini”

Matteo
Di Matteo

Immagine a scopo illustrativo. Foto di repertorio o immagine generata mediante intelligenza artificiale.


I giovani, l’amicizia tra i popoli e la missione di fraternità di Comunione e Liberazione nel mondo sono stati al centro del discorso di circa 25 minuti pronunciato da Papa Francesco al Grand Auditorium del Meeting di Rimini, davanti a una platea di circa diecimila persone. Il Papa è giunto poco prima delle 16, accolto da Bernhard Scholz, presidente del Meeting, e Davide Prosperi, presidente di Comunione e Liberazione.

Prosperi ha evidenziato la maturità di Comunione e Liberazione, ringraziando il Papa per il suo supporto nel percorso di crescita del movimento. Ha concluso esprimendo la volontà di seguirlo ovunque. L’accoglienza è stata calorosamente ricambiata da Papa Francesco, che ha manifestato la sua felicità per l’incontro a Rimini, sottolineando l’importanza di questo evento per l’impegno e il dialogo.

Rimini è stata descritta come un crocevia per la Chiesa e la società, un luogo che genera incontri e ispira nuove strade, evitando di diventare un’enclave isolata. Il Papa ha rivolto un invito particolare ai membri di Comunione e Liberazione: mantenere un amore profondo per la Chiesa e conservarne l’unità. Le sue parole hanno suscitato un applauso entusiasta.

Richiamando la visita di Giovanni Paolo II nel 1982, Francesco ha ricollegato il suo messaggio con il tema dell’amicizia tra i popoli. Ha sottolineato che le persone precedono i confini e le istituzioni, evidenziando una consapevolezza essenziale al cristianesimo. Il Meeting è stato descritto come portatore di una grande responsabilità storica, rivolto all’umanità bisognosa di giustizia.

Il tema dell’amicizia ha guidato l’intervento del Papa di fronte a circa sessantamila persone che hanno partecipato all’evento, seguendo il suo discorso in diverse sedi e tramite maxi-schermi. La comunità del Meeting si riunisce ogni anno per discutere di fede e impegno sociale. Il titolo del Meeting 2026, ispirato alla Divina Commedia di Dante, sarà “L’amor che move il sole e l’altre stelle”. Questo amore divino, secondo Francesco, non ha perso intensità nonostante le forze negative nel mondo.

Seguire Gesù Cristo nel contesto delle difficoltà del ventesimo secolo richiede una chiara consapevolezza: il male non si combatte con il male. La cultura cattolica oggi deve opporsi a un realistico della misericordia, riconoscendo ogni individuo come fratelli e sorelle, da affrontare con verità. Il peccato è reale, ma l’amore redentore di Cristo prevale.

Papa Francesco ha altresì esortato a liberare la convivenza dagli inganni, promuovendo una cultura di integrità e di attenzione verso le necessità umane, disarmando tecnologie distruttive e denunciando le ingiustizie che alimentano povertà e conflitti. Ha incoraggiato l’emergere di sognatori che possano ripristinare visioni positive, contrapposte a chi diffonde disperazione.

Rivolgendosi ai giovani presenti, il Papa ha toccato il tema del “rischio educativo”, invitandoli a non lasciarsi scoraggiare dalla sfiducia. Ha esortato a impegnarsi per una vera cattolicità, allargando i propri legami e contrastando le tentazioni di isolamento, incontrando le differenze con apertura e attenzione, specialmente verso i più vulnerabili.

Infine, ha dedicato l’ultima parte del suo discorso alla fraternità di Comunione e Liberazione, ricordando che anche i momenti di crisi possono essere occasioni di rinascita. Ha incoraggiato i membri del movimento a vivere la sinodalità, ascoltando e lasciandosi trasformare dalla fede degli altri, promuovendo l’esperienza di camminare insieme.

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