“Chiara di Dio” torna a Rimini: il musical su Chiara e Francesco ha attratto 650mila spettatori.

Matteo
Di Matteo

Immagine a scopo illustrativo. Foto di repertorio o immagine generata mediante intelligenza artificiale.


La storia di Chiara accanto a Francesco torna a essere protagonista in tutta Italia, con il patrocinio del Comitato Nazionale per le celebrazioni dell’ottavo centenario della morte di San Francesco d’Assisi, della Regione Emilia Romagna, della Provincia di Rimini e del Comune di Montescudo-Monte Colombo. “Chiara di Dio”, il musical scritto e diretto da Carlo Tedeschi, debutterà l’11 ottobre al Teatro Leo Amici, dove sarà in scena fino al 29 novembre, ogni domenica alle 16.30.

L’opera narra la vita della Santa di Assisi in dialogo con San Francesco, ispirandosi esclusivamente a fonti storiche francescane. Questo musical, presentato per la prima volta nel 2004, torna in scena in occasione dell’Ottocentenario dalla morte del “poverello” di Assisi, la cui storia rappresenta a livello universale valori di pace, fraternità, coscienza ecologica e dialogo tra culture.

“Chiara di Dio” trasmette all’Europa unita un messaggio contemporaneo di fraternità e armonia. La vita di Chiara a San Damiano dimostra come le divisioni si superino attraverso la comunità, la cura reciproca e la condivisione. Nonostante la sua vita in convento, la santa mantenne un respiro universale, lottando per il diritto di vivere nella povertà evangelica, ottenendo il riconoscimento dai Papi.

Questo musical vanta una storia che si estende su 22 anni, dalle prime rappresentazioni nel maggio 2004 fino a novembre 2026. È stato in programmazione per dieci anni al Teatro Metastasio di Assisi, raggiungendo circa 650mila spettatori. Circa 80 artisti si sono esibiti nel cast ufficiale, e le rappresentazioni hanno avuto luogo in tutta Italia e anche all’estero, con l’ultima tappa internazionale in Germania nel maggio 2017. Inoltre, circa 5mila giovani e oltre 100 compagnie amatoriali hanno partecipato alla realizzazione di “Chiara di Dio”, rendendolo un’esperienza condivisa ben oltre le sue rappresentazioni ufficiali.

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