Lettera di 100 ex diplomatici francesi e britannici: “Israele accetti uno Stato palestinese”
Oltre 100 ex diplomatici francesi e britannici hanno dichiarato che la Palestina è in via di estinzione sotto gli occhi del mondo e hanno chiesto un intervento urgente, incluso un divieto commerciale e di vendita di armi, per esortare Israele ad accettare uno Stato palestinese.
La richiesta è contenuta in una lettera congiunta senza precedenti indirizzata al presidente francese e al primo ministro britannico. Il documento accusa Israele di attuare una pulizia etnica e mette in guardia sul fatto che la comunità internazionale non percepisce più Israele come una vera democrazia. I firmatari affermano che Francia e Gran Bretagna, avendo riconosciuto la Palestina come Stato nel 2025, hanno la responsabilità di promuovere la parità di diritti per israeliani e palestinesi, che costituisce lo snodo fondamentale della regione.
La lettera è stata sottoscritta da 52 ex diplomatici francesi e 50 ex ambasciatori britannici, molti dei quali hanno ricoperto ruoli significativi in Medio Oriente. Tra i firmatari britannici figurano due ex inviati alle Nazioni Unite e un ex direttore del ministero degli Esteri per il Medio Oriente. Tra i diplomati francesi spiccano l’ex direttore per il Medio Oriente del Ministero degli Esteri e un ex console generale a Gerusalemme.
Il documento è stato consegnato a due importanti pubblicazioni e viene reso pubblico pochi giorni dopo che il Regno Unito, la Francia e altri nove Paesi hanno condannato la pubblicazione da parte di Israele dei bandi di gara per un progetto di insediamento, sostenendo che tali costruzioni minerebbero la pace e la reputazione internazionale di Israele. La dichiarazione non ha incluso minacce esplicite, ma ha avvertito le aziende di non partecipare ai progetti, poiché gli investimenti in insediamenti illegali potrebbero portare a ripercussioni legali e reputazionali.
Il ministro degli Esteri britannico ha definito i bandi di gara per un numero significativo di nuove abitazioni come una minaccia alla fattibilità della soluzione dei due Stati e ha convocato un’alta diplomatica israeliana nel Regno Unito.
In risposta, il ministro degli Esteri israeliano ha promesso che Israele agirà, affermando il diritto del popolo ebraico a vivere in tutto il suo territorio, in linea con i diritti del popolo britannico. Gli ex diplomatici sperano che la loro lettera induca i leader di Francia e Gran Bretagna a imporre sanzioni mirate a Israele, al fine di sostenere la soluzione dei due Stati.
Un dibattito acceso tra i diplomatici riguarda la possibilità che il primo ministro israeliano possa cercare di provocare reazioni dai Paesi esteri, col fine di avvantaggiare le sue prospettive elettorali. Gli ex diplomatici sottolineano l’urgenza di riconoscere la Palestina e tutelare il diritto all’autodeterminazione dei palestinesi, poiché il governo israeliano continua a ostacolare ogni possibilità di uno Stato palestinese indipendente, ignorando la legge e le risoluzioni internazionali.
Il testo afferma che i governi hanno a cuore la sicurezza israeliana, ma non possono ignorare la sofferenza del popolo palestinese sotto occupazione. Gli attacchi di Hamas non giustificano la politica sistematica israeliana nei confronti di Gaza, che mette a repentaglio la sicurezza di Israele e preclude possibilità di negoziazione. La lettera evidenzia una situazione critico a Gaza, dove un milione di palestinesi vivono in condizioni tragiche.
In altre aree, come Gerusalemme Est e la Cisgiordania, la demolizione delle abitazioni palestinesi e la violenza dei coloni sono descritte come atti di pulizia etnica. La lettera conclude sottolineando che la politica di occupazione e di distruzione non si limita alla Palestina, ma si estende anche al Libano e alla Siria, rappresentando una macchia sulla coscienza dell’umanità che richiede urgente intervento da parte del Regno Unito e della Francia.
