Aumento del 3,9% delle prescrizioni in Romagna, secondo Vignali (FI) sulle liste d’attesa

Redazione

Immagine a scopo illustrativo. Foto di repertorio o immagine generata mediante intelligenza artificiale.


Pietro Vignali, capogruppo di Forza Italia nell’assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna e segretario regionale del partito, ha criticato nuovamente la giunta regionale per le liste d’attesa in sanità. I dati dell’Ausl della Romagna evidenziano che da agosto a dicembre 2025 le prescrizioni monitorate sono aumentate del 3,9%, passando da 585.189 a 607.958, rispetto allo stesso periodo del 2024.

Vignali sottolinea come, nonostante le affermazioni della Regione riguardo all’appropriatezza prescrittiva, la domanda di prestazioni sanitarie rimanga elevata e il problema delle liste d’attesa sia ancora irrisolto.

Inoltre, vengono segnalate analisi nazionali che mostrano come solo tre regioni raggiungano gli standard richiesti per le visite specialistiche e solo due per gli esami diagnostici, con l’Emilia-Romagna esclusa da entrambe le categorie. Vignali afferma che, nonostante le promesse della Giunta De Pascale, l’emergenza delle liste d’attesa non è ancora superata.

Il capogruppo esclude responsabilità dirette dai medici di medicina generale, pediatri di libera scelta e specialisti, che descrive come sempre più soli in un sistema sanitario regionale altamente burocratizzato. A sostegno delle sue affermazioni, menziona l’iniziativa del partito attraverso banchetti sul territorio e il sito listamica.com, dove le persone hanno ottenuto prestazioni richieste in tempi rapidi seguendo la procedura suggerita.

In ambito finanziario, Vignali riporta una recente pronuncia della Corte dei conti, che ha evidenziato come tra il 2022 e il 2025 il governo abbia stanziato 1,845 miliardi di euro per affrontare le liste d’attesa, di cui sono stati utilizzati solo 1,58 miliardi. Per il periodo dal 2026 al 2028 sono stati previsti 3,71 miliardi. I magistrati contabili hanno invitato le regioni a migliorare la programmazione, il controllo e la rendicontazione dei risultati, raccomandazione che include anche l’Emilia-Romagna.

Vignali conclude affermando che i cittadini valutano la sanità non in base alle comunicazioni ufficiali della Regione, ma in base ai tempi di attesa per visite o esami. Fino a quando le prestazioni non saranno garantite nei termini previsti dalla legge, la Giunta non potrà considerare superata l’emergenza delle liste d’attesa.

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