Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha dichiarato che un incontro tra Vladimir Putin e Volodymyr Zelensky sarà organizzato “molto presto”, esprimendo ottimismo su possibili progressi. Nel frattempo, il presidente ucraino ha fatto sapere che il Paese riceve attualmente solo 12 missili Patriot al mese.
A Kiev, il governo ha prorogato lo stato di emergenza, facilitando l’invio di aiuti all’Ucraina. Durante una conferenza stampa relativa alla manovra 2027, la premier Giorgia Meloni ha confermato che sono stati approvati provvedimenti per garantire supporto al Paese. La proroga dello stato di emergenza, deliberata dal Consiglio dei ministri, permette di proseguire nell’invio di aiuti per il prossimo anno.
Intanto, la Svizzera sta cercando alternative dopo i ritardi nella consegna dei sistemi missilistici Patriot. Il governo elvetico ha affermato che non intende rinunciare all’accordo di acquisto, ma sta valutando opzioni europee e israeliane. Le autorità americane hanno posticipato le consegne a causa della riallocazione delle risorse dovuta al conflitto in Ucraina e alle tensioni in Medio Oriente. Il ritardo nelle consegne potrebbe estendersi da cinque a sette anni. La Svizzera prevede di investire oltre 70 miliardi di franchi, circa 81 miliardi di euro, nel potenziamento delle proprie difese entro il 2039.
Nel frattempo, è in corso un’operazione umanitaria a Oleshky, in Ucraina, dove 2.000 civili soffrono per la mancanza di cibo e medicinali. Le autorità russe hanno annunciato che le strade sono in fase di sminamento per facilitare le evacuazioni dalla città, dove è stata istituita una tregua umanitaria. I rappresentanti russi hanno confermato la disponibilità ad accogliere chi decide di trasferirsi in Russia, mentre gli abitanti possono anche tornare in Ucraina per ricongiungersi con le loro famiglie.
Oleshky, con una popolazione di circa 24.000 abitanti prima della guerra, è sotto occupazione russa dal 2022. La situazione umanitaria è peggiorata quest’anno, attirando l’attenzione dei media. Il Vaticano sta cercando di trovare una soluzione alla crisi, mentre recenti conversazioni telefoniche tra il Papa e i leader di Russia e Ucraina hanno toccato il tema.
La tregua, in vigore dalla notte tra martedì e mercoledì, è stata favorita da interventi diplomatici. Il governo russo ha espresso gratitudine per la collaborazione e sta coordinando gli sforzi per garantire aiuti ai residenti. Se tutto procederà senza intoppi, l’operazione a Oleshky rappresenterebbe un passo diplomatico significativo in un contesto di trattative complesse per risolvere il conflitto.
Trump ha ribadito che l’incontro tra Putin e Zelensky avverrà “molto presto”, benché la posizione del Cremlino appaia contraria a un vertice immediato tra i due leader. Nel frattempo, il ministro degli Esteri russo, Serghei Lavrov, parteciperà al G20 ad Atlanta il 30 e 31 ottobre, mentre sono previsti colloqui trilaterali tra Ucraina, Russia e Stati Uniti il prossimo mese ad Abu Dhabi, potenzialmente il 10 novembre. Le discussioni si focalizzeranno sulle garanzie di sicurezza post-conflitto per entrambi i Paesi.