Cresce del 71% in sei anni la presenza di alunni stranieri nelle classi di Rimini

Redazione

Immagine a scopo illustrativo. Foto di repertorio o immagine generata mediante intelligenza artificiale.


La deputata di Fratelli d’Italia, Beatriz Colombo, affronta nuovamente il tema della composizione delle classi scolastiche a Rimini, evidenziando l’aumento delle deroghe al limite del 30% di alunni con cittadinanza non italiana. Nell’anno scolastico 2018-2019, le classi autorizzate a superare tale soglia erano 93; questo numero è salito a 102 tre anni dopo, raggiungendo 162 nel 2022-2023 e salendo a 163 nell’anno scolastico successivo. Per l’anno 2024-2025, le classi con deroga sono attualmente 159, evidenziando un incremento del 71% rispetto al 2018-2019. Di queste, 15 appartengono alla scuola dell’infanzia, 74 alla primaria, 39 alle medie e 31 alle superiori.

Colombo sottolinea l’importanza di riflettere seriamente su questo fenomeno dal punto di vista educativo e sostiene che il governo Meloni ha fatto bene a porre l’accento sulla questione di come organizzare classi equilibrate. L’obiettivo è garantire a tutti gli studenti, compresi quelli italiani, il diritto allo studio e condizioni favorevoli per l’apprendimento. La deputata critica la mancanza di attenzione per gli studenti figli di italiani nelle dichiarazioni di alcuni consiglieri.

Richiama inoltre una circolare del 1990, firmata dall’allora ministro dell’istruzione Sergio Mattarella, che suggeriva di distribuire gli alunni stranieri tra le classi, evitando concentrazioni superiori a cinque studenti dello stesso gruppo linguistico. Colombo esprime l’opinione che, se Mattarella avesse tenuto il suo intervento in una scuola emiliana o veneta anziché ad Amatrice, avrebbe avuto bisogno di un interprete per farsi comprendere. Infine, afferma che, in quanto madre, concorda con le misure adottate dal governo, che considera di buon senso, e critica l’idea che i bambini possano apprendere efficacemente in un contesto in cui metà della classe parla bengalese.

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