Crisi della pesca, il Pd di Parma chiede risposte strutturali e maggiori fondi nazionali

Redazione

Immagine a scopo illustrativo. Foto di repertorio o immagine generata mediante intelligenza artificiale.


La crisi del settore ittico in Emilia-Romagna, aggravata dall’aumento dei costi del carburante, è al centro dell’attenzione di Alice Parma, consigliera regionale e vice capogruppo del Partito Democratico in Assemblea legislativa. Ha espresso preoccupazione per le difficoltà segnalate dalle marinerie della costa emiliano-romagnola.

Le cooperative e le marinerie attualmente affrontano gravi sfide: il caro gasolio sta pesando su imprese già alle prese con il cambiamento climatico, varie emergenze ambientali e una situazione produttiva sempre più complessa. A Rimini, così come nel resto della costa, è fondamentale fornire risposte concrete e durature alle problematiche del settore.

Parma sottolinea che il costo del carburante rappresenta oltre il 60% delle spese di gestione di un’imbarcazione. Quando le marinerie devono limitare le uscite in mare, le conseguenze si ripercuotono non solo sui pescatori, ma anche su tutta la filiera e le comunità costiere. In particolare, Rimini ha una forte tradizione legata alla pesca, che costituisce una parte rilevante dell’economia e dell’identità locale.

Riguardo alle risorse, la programmazione Feampa 2021-2027 destina quasi 40 milioni di euro alla pesca e all’acquacoltura dell’Emilia-Romagna, di cui oltre 31 milioni sono già disponibili. Si aggiungono 5 milioni di euro di fondi regionali, previsti tra il 2023 e il 2026, per offrire supporto al settore in caso di calamità. La regione ha esteso un bando Feampa per compensare i mancati guadagni e i maggiori costi di produzione derivanti dalla crisi in Medio Oriente, con interventi validi dal 28 febbraio al 31 dicembre 2026.

Uno dei punti critici sottolineati da Parma riguarda il livello nazionale. Il Fondo di solidarietà per la pesca e l’acquacoltura, previsto dal decreto legislativo 154/2004, è stato rifinanziato con soli 3 milioni di euro per tutta Italia, una cifra considerata insufficienti rispetto alle frequenti emergenze che colpiscono il settore.

Per questo motivo, le cooperative stanno chiedendo al Governo di garantire continuità al credito d’imposta, di rafforzare gli strumenti per affrontare le calamità e di avviare un dialogo stabile con i territori e il mondo della pesca. Parma conclude affermando che la Regione continuerà a sostenere le cooperative e le marinerie, utilizzando le risorse disponibili. La difesa della pesca rappresenta una tutela per il futuro delle comunità costiere.

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