La storia di un bambino che ha scoperto Riccione negli anni ’60 e vi è rimasto per 70 anni.

Matteo
Di Matteo

Immagine a scopo illustrativo. Foto di repertorio o immagine generata mediante intelligenza artificiale.


Settant’anni di vacanze a Riccione, da quando un bambino osservava affascinato le auto d’epoca e le serate glamour, fino a trasmettere questa stessa passione al figlio. La famiglia Marzocchi di Bologna e il figlio Vittorio sono stati insigniti dei titoli di “Ambasciatrice di Riccione nel mondo” e “Ambasciatore di Riccione nel mondo”, con la consegna degli attestati avvenuta al Palazzo del Turismo, alla presenza dell’assessore al Turismo Mattia Guidi.

Questi riconoscimenti celebrano un legame straordinario con la città. Valerio Marzocchi, nato nel 1951, è il capostipite di questa storia, iniziata da bambino insieme alla famiglia. Inizialmente soggiornavano alla pensione Rosina e in affitti, per poi spostarsi al Bianca Orchidea, proprio di fronte al famoso dancing Florida.

Negli anni Sessanta, Riccione era un luogo magico per un bambino di dieci anni. Valerio ricorda le auto affascinanti che affollavano il centro e i personaggi dello spettacolo come Mina e Walter Chiari. Indimenticabile fu anche la serata speciale al Florida e un altro evento al Savioli con i genitori.

I ricordi d’infanzia includono passeggiate tra botteghe artigiane e negozi di souvenir, dove si trovavano piccoli velieri, ceramiche e conchiglie, simboli della “Perla verde dell’Adriatico”. Tra i ricordi spicca l’oreficeria di Andrea Tentoni, che continua a suscitare meraviglia. Le estati erano caratterizzate da tradizioni indimenticabili: sfide sulla sabbia, giochi con secchiello e retino, fotografi di spiaggia, gite in motonave con pesce fritto e vino bianco, e l’immancabile visita al Delfinario.

La vivacità della città si rifletteva nei caffè-concerto, dove le orchestre iniziavano a provare nel pomeriggio. Un aneddoto degli anni Sessanta racconta di una passeggiata in viale Ceccarini, quando un gruppo musicale suonava “La casa del sole”. Il padre di Valerio, abituato a suoni più tradizionali, commentò ironicamente in dialetto vedendo la scritta “The Animals” sulla batteria.

Il matrimonio di Valerio con Anna Maria Damiani nel 1976 ha consolidato la tradizione, rendendo Riccione la meta estiva per la famiglia. Questo amore per la città è stato trasmesso al figlio Vittorio, nato nel 1979, che ha frequentato Riccione per oltre quarant’anni e ha ricevuto il titolo di “Ambasciatore di Riccione nel mondo”. Dopo le cure termali, non mancava mai per il piccolo Vittorio una ricompensa consueta: un gelato seguito da un giro in go-kart o una visita alla sala giochi.

In questi sette decenni, la famiglia Marzocchi ha vissuto l’evoluzione dell’ospitalità locale, dai primi soggiorni alla pensione Rosina fino ad arrivare a strutture come Conte Rosso, La Baita, il Bristol, il Doria e il Carlton, per poi trascorrere gli ultimi cinque anni all’Hotel Parco. Non sono mancati momenti di vita balneare nei vari stabilimenti. Questa storia è animata da ricordi indelebili, affetto profondo e una passione autentica per Riccione, oggi ufficialmente riconosciuta dall’amministrazione.

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