Ispirato alla resilienza di Pippi Calzelunghe, il programma nazionale “Pippi” (Programma di intervento per prevenire l’istituzionalizzazione) si sta affermando nel distretto socio-sanitario di Riccione. Questo progetto punta sulla prevenzione precoce, sulla collaborazione con le scuole e su un’alleanza educativa con i genitori.
Frutto della sinergia tra il Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali e l’Università di Padova, uno studio evidenzia che la “negligenza familiare” è il risultato di vulnerabilità complesse, piuttosto che una colpa individuale. Tra queste vulnerabilità si annoverano la precarietà economica, l’alto tasso di disoccupazione dei genitori, l’isolamento sociale, il disagio psicologico, e la monoparentalità.
Il progetto Pippi si rivolge ai minori nella fascia 0-11 anni, mirando a garantire un ambiente familiare sereno, cruciale per il loro benessere psicofisico e per il rendimento scolastico. L’obiettivo è evitare che i bambini sviluppino difficoltà nell’apprendimento, che possano portare all’abbandono scolastico e alla precarietà lavorativa.
Il nome del programma trae ispirazione da Pippi Calzelunghe, simbolo di forza e capacità di superare le avversità. Questo modello integrato coinvolge i servizi sociali, le scuole, i centri per le famiglie e le organizzazioni del terzo settore, favorendo percorsi di sostegno per le famiglie.
Per supportare i nuclei familiari, il programma attiva quattro “dispositivi” operativi. Il primo è l’educatore domiciliare, che affianca i genitori nelle attività quotidiane e li aiuta a ricostruire una relazione più aderente alle esigenze di crescita dei bambini. Il secondo è rappresentato dai gruppi genitori-bambini, utili per il confronto e il potenziamento delle competenze relazionali. Rappresenta terzo pilastro la collaborazione tra scuola, famiglia e servizi, per garantire continuità educativa. Infine, si prevede la creazione di reti di supporto tra famiglie del territorio.
Il coinvolgimento dei genitori nella definizione degli interventi è fondamentale, insieme alle équipe multidisciplinari, tramite la condivisione di bisogni, risorse e obiettivi. Inizialmente, l’accesso al programma Pippi era limitato alle valutazioni degli operatori della tutela minori. Attualmente, anche gli operatori dello sportello sociale territoriale possono attivare il programma, ampliandone l’accesso.
Nel triennio 2023-2026, 32 famiglie hanno già beneficiato degli interventi personalizzati. Altre 30 famiglie avranno la possibilità di usufruire dei servizi nel periodo 2026-2027. Per finanziare il programma, il Piano di Zona ha stanziato 140mila euro nel Programma attuativo 2026 del distretto di Riccione.
Particolare attenzione è rivolta alla fascia 0-6 anni, considerata la più delicata per lo sviluppo dei bambini. Il Tavolo di lavoro distrettuale 0-6 “Famiglie e Servizi educativi”, attivo dal 2019, promuove il programma Pippi, supportando i docenti nella lettura dei bisogni delle famiglie e nell’orientamento verso i servizi sociali.
L’analisi dei nuclei familiari che hanno partecipato al programma Pippi nel distretto di Riccione riflette le vulnerabilità a livello nazionale. Il 40% ha evidenziato criticità relazionali, il 31% ha segnalato bisogni legati ai minori, il 22% ha mostrato fragilità genitoriale e il 6% ha affrontato difficoltà economico-abitative.
La cooperazione tra servizi sociali, tutela minori, sanità, scuola e centro per le famiglie ha creato una rete di comunicazione e intervento condiviso. Nel distretto di Riccione, il Centro per le famiglie ha incorporato le metodologie del programma Pippi, potenziando il supporto ai genitori tramite gruppi e servizi ordinari.
