Le pagine del “Libro dei sogni” di Fellini ritornano a Rimini grazie a un finanziamento ministeriale

Matteo
Di Matteo
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I sogni non si lasciano catalogare con facilità, nemmeno quando sono su carta. Il Comune di Rimini ha acquisito quattro pagine del Libro dei sogni di Federico Fellini grazie a un finanziamento di 15 mila euro dal Ministero della Cultura, nell’ambito del Pac Piano per l’Arte Contemporanea 2026. Il progetto “Le pagine recuperate” è l’unico tra i ventinove selezionati a livello nazionale ad essere premiato nella sezione dedicata all’acquisizione di collezioni e archivi. Questo intervento mira ad arricchire progressivamente l’Archivio del Fellini Museum e a ricomporre il Libro dei sogni, che raccoglie per oltre trent’anni annotazioni di sogni, paure e visioni di Fellini.

Le pagine del Libro dei sogni hanno seguito nel tempo percorsi diversi: alcune sono rimaste unite, altre sono state donate a amici e collaboratori, mentre altre ancora si trovano in collezioni private. La ricomposizione del Libro dei sogni prevede anche l’acquisizione di due fogli originali appartenuti a Vincenzo Mollica, giornalista e studioso dell’opera di Fellini, che ricevette queste pagine direttamente dal regista.

Questa è la seconda volta che il Museo ottiene un finanziamento attraverso il Piano per l’Arte Contemporanea. Nel 2024, il Ministero aveva già sostenuto l’acquisizione del Fondo dello scenografo e costumista Danilo Donati, permettendo l’ingresso di ventisette disegni originali delle collezioni pubbliche riminesi. Inoltre, grazie a un contributo della Regione Emilia-Romagna, è in fase di catalogazione la biblioteca personale di Fellini, composta da oltre duemila volumi.

Due delle quattro pagine recentemente acquisite furono tra le prime a essere pubblicate. Nel 1991 comparvero sulla rivista “Il Grifo”, diretta da Mollica, all’epoca il Libro dei sogni era noto solo a una ristretta cerchia. Tra queste, spicca “Il pittore delle belve”, un sogno del 22 giugno 1980, caratterizzato da una complessa illustrazione: una testa di tigre, inquietante e dominante, viene affiancata da un pittore intento a ritrarla, circondata da pantere nere e altri felini.

Sul retro dello stesso foglio Filippo annota un sogno dell’anno successivo, in cui un pittore ritrae una gigantesca figura femminile in un paesaggio notturno illuminato dalla luna, popolato da personaggi del teatro napoletano. Temi come teatro, circo e sogno riaffiorano in questo immaginario.

Particolarmente significativa è la pagina dedicata al “Segno del Tao”, che conserva la parte finale di un sogno del 27 dicembre 1960, uno dei primi registrati e considerato da Fellini tra i più rilevanti. Il regista immagina di essere seduto dietro a una scrivania in un aeroporto, chiamato a decidere se concedere o negare un visto d’ingresso. Davanti a lui appare un uomo enigmatico, evocando in Fellini una duplice emozione di timore e attrazione.

Ernst Bernhard, psicoanalista junghiano che seguì Fellini dal 1960 al 1965, identificò in quella figura la parte sconosciuta della personalità, suggerendo che il giorno in cui Fellini l’avrebbe realizzata sarebbe stato significativo. In seguito, Fellini descrisse quel sogno come riassuntivo del significato della sua esistenza.

“Questo finanziamento rappresenta un riconoscimento della qualità del lavoro del Fellini Museum,” ha dichiarato l’assessore alla Cultura Michele Lari, sottolineando l’importanza dell’investimento nella tutela del patrimonio felliniano. L’essere l’unico progetto finanziato in Italia nella specifica sezione conferma la rilevanza di questo percorso.

Il direttore del Fellini Museum, Marco Leonetti, ha ringraziato Mollica per la sua disponibilità, affermando che ricomporre il Libro dei sogni significa restituire unità a un’opera il cui patrimonio era stato disperso. Ogni pagina recuperata arricchisce non solo l’archivio, ma restituisce anche un frammento del laboratorio creativo di Fellini.

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