Stato di agitazione dei lavoratori Sad per rimborsi insufficienti e tutele negate

Matteo
Di Matteo
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Cisl Fp, UilTucs e Fp Cgil hanno dichiarato uno stato di agitazione dopo un’assemblea con i lavoratori del Servizio di Assistenza Domiciliare (Sad), lamentando il mancato rispetto del contratto integrativo territoriale da parte delle cooperative sociali. I sindacati considerano la situazione ormai insostenibile.

Ogni giorno, decine di lavoratori offrono un servizio essenziale a persone anziane, fragili e famiglie, percorrendo migliaia di chilometri con i propri mezzi. Stando ai sindacati, questo servizio pubblico è sostenuto anche dalle risorse dei lavoratori, che affrontano spese che dovrebbero essere a carico delle cooperative.

Il contratto integrativo territoriale prevede una copertura assicurativa Kasko per chi utilizza il proprio veicolo durante il servizio, ma secondo quanto riportato, solo una cooperativa su sei offre tale protezione. Le tariffe riconosciute alle cooperative includono anche un rimborso per il bollo auto, ma questa somma non arriva ai lavoratori.

La contestazione principale riguarda il rimborso chilometrico. Il contratto stabilisce un rimborso pari a un quarto del costo del carburante, il che, con il prezzo attuale superiore a 2 euro al litro, dovrebbe tradursi in 0,50-0,55 euro al chilometro. Tuttavia, le cooperative riconoscono solo tra 0,32 e 0,40 euro, una somma che non copre nemmeno il costo del carburante, escludendo anche usura, manutenzione e assicurazione del veicolo.

I sindacati affermano che non è accettabile che un servizio pubblico essenziale venga sostenuto gravando sui lavoratori con costi che spettano ai datori di lavoro. Chi quotidianamente si prende cura delle persone più vulnerabili non può subire perdite economiche nel suo lavoro, compromettendo così la dignità dei lavoratori e la qualità del servizio.

Un confronto è stato avviato anche con il Distretto, che accreditano le cooperative, per chiedere un intervento immediato volto a verificare il rispetto degli obblighi contrattuali. Non è tollerabile gestire servizi finanziati con risorse pubbliche senza garantire ai lavoratori quanto previsto dai contratti.

Cisl Fp, UilTucs e Fp Cgil affermano che non c’è più tempo da perdere. Lo stato di agitazione segna l’inizio di una mobilitazione che potrebbe influire sull’erogazione del Servizio di Assistenza Domiciliare. Il messaggio alle cooperative è chiaro: senza risposte concrete e immediate, la protesta continuerà e non si possono escludere disservizi.

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