Un bando di circa un milione di euro è stato attivato per sostenere la ripresa delle imprese di acquacoltura in Emilia-Romagna, gravemente colpite dalla diffusione del granchio blu (Callinectes sapidus). I contributi saranno diretti in particolare al ripristino degli allevamenti di novellame di specie come le tapes spp, danneggiati dalla proliferazione di questo crostaceo.
Per garantire un’assegnazione rapida delle risorse, possono presentare domanda tutte le imprese attive in Emilia-Romagna, riconosciute come ammissibili nella graduatoria per i contributi stabiliti dall’ordinanza commissariale 3 del 2025. Questa ordinanza riguarda i costi sostenuti per l’acquisto di seme di molluschi bivalvi, approvata dal commissario Enrico Caterino. Il contributo regionale integrerà gli aiuti già concessi dalla Struttura commissariale nazionale, aumentando il supporto alle aziende locali in difficoltà a causa dell’emergenza granchio blu, nel rispetto delle risorse disponibili e dei massimali normativi.
L’assessore all’Agricoltura, Pesca e Acquacoltura, Alessio Mammi, ha sottolineato quanto il granchio blu abbia influito negativamente sulla molluschicoltura, aggravato dai costi elevati del carburante. Ha inoltre ribadito l’impegno nel garantire risorse per affrontare i danni e tutelare il reddito delle imprese, mantenendo la competitività del settore. Parallelamente, sono in fase di pianificazione strategie a lungo termine, anche attraverso gli Stati generali della Pesca e dell’Acquacoltura, per sostenere le aziende in difficoltà e preservare il lavoro nel settore.
Mammi ha evidenziato l’importanza di investire nella qualità delle acque, nella ricerca e nell’innovazione, adeguando gli allevamenti alle nuove condizioni ambientali. Ha inoltre accennato alla necessità di diversificare le produzioni e valorizzare le risorse locali. Esplorare nuove opportunità, come l’ostricoltura, l’allevamento di alghe e le pratiche di allevamento a terra, è cruciale per affrontare il tema del ricambio generazionale. L’obiettivo finale è consentire al settore della pesca e dell’acquacoltura di superare le sfide attuali, offrendo nuove prospettive di lavoro e impresa per le generazioni future.
Possono presentare domanda le imprese attive in Emilia-Romagna e incluse nella graduatoria dei contributi commissariali. Sono ritenute ammissibili soltanto le spese precedentemente riconosciute dalla struttura commissariale durante l’istruttoria delle domande.