Fratelli d’Italia chiede le dimissioni di Magrini e Rossi per i vigili indagati nel Comune

Redazione

Immagine a scopo illustrativo. Foto di repertorio o immagine generata mediante intelligenza artificiale.


L’inchiesta riguardante il “Nucleo Falchi” della Polizia Locale di Rimini pone in evidenza una situazione di estrema gravità, capace di danneggiare la fiducia dei cittadini nelle istituzioni e l’immagine della città. Il consigliere di Fratelli d’Italia Carlo Rufo Spina, insieme al responsabile del Dipartimento Sicurezza e Giustizia Alessandro Pierotti, ha sollevato preoccupazioni in merito all’atteggiamento del Comune, che sarebbe rimasto in silenzio dopo un’interrogazione presentata il 8 ottobre sul tema. Durante il consiglio comunale in programma per martedì, verrà riproposta un’interrogazione urgente, in seguito all’ordinanza di convalida emessa dal Tribunale di Rimini riguardante le misure cautelari adottate nei confronti degli agenti di polizia locale indagati.

Rufo Spina e Pierotti chiedono chiarimenti all’Amministrazione. Rilevano che le informazioni emerse, come riportato dalla stampa, sollevano dubbi che vanno oltre le responsabilità individuali degli indagati. Sottolineano l’importanza di garantire le necessarie tutele difensive, ma mettono in evidenza che restano questioni politiche significative. Il Tribunale di Rimini ha messo in luce criticità e comportamenti noti al Comando della Polizia Locale e all’Amministrazione, considerando inadeguate le azioni intraprese dal Comune.

Le domande sono molte: chi doveva vigilare? Quando sono state segnalate le prime problematiche? Quali informazioni sono giunte ai livelli dirigenziali? Cosa è stato fatto in risposta? Rufo Spina e Pierotti ricordano come da anni cittadini e comitati civici segnalino problemi di sicurezza urbana, richiedendo maggiori controlli e attenzione. L’assessore Juri Magrini è responsabile della Sicurezza Urbana e della Polizia Locale dal 2021, mentre Andrea Rossi guida il Corpo della Polizia Locale di Rimini dal 2016. Emergono chiare responsabilità politiche e dirigenziali di chi avrebbe dovuto intervenire a tutela della comunità. Prima dell’intervento dell’Autorità Giudiziaria, non si sono registrati provvedimenti cautelari o disciplinari né indagini interne.

Di conseguenza, Fratelli d’Italia Rimini chiede le dimissioni dell’assessore Juri Magrini e del comandante Andrea Rossi, la cui moglie è tra gli indagati. Questa richiesta è motivata dalla necessità di assumere responsabilità politiche e dirigenziali di fronte a quello che è considerato uno dei più gravi scandali nell’amministrazione comunale degli ultimi decenni. Le preoccupazioni persistono anche sulla compatibilità di alcune difese legali, che potrebbero presentare conflitti di interesse.

L’appello a costituirsi parte civile nel procedimento penale per il danno d’immagine subito dal Comune è forte e urgente. Rufo Spina e Pierotti chiedono al sindaco Jamil Sadegholvaad di fornire chiarimenti in Consiglio comunale riguardo alla cronologia delle segnalazioni, alle verifiche effettuate e alle decisioni prese. Anche se le indagini e il processo potrebbero richiedere tempo, è fondamentale che il Comune adotti subito una posizione chiara a protezione di tutti gli operatori di Polizia Locale, i quali quotidianamente lavorano per il bene della comunità.

Rimini, già collocata al quinto posto nell’elenco delle città più pericolose d’Italia, necessita di una difesa robusta della propria reputazione e della credibilità delle istituzioni locali, cruciali per il settore turistico e la sicurezza cittadina. La città merita risposte tempestive e concrete. L’assessore Juri Magrini e il comandante Andrea Rossi devono quindi assumere le loro responsabilità e rassegnare le dimissioni senza ulteriori indugi.

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