Crisi dei debiti in Francia e Stati Uniti: interessi superiori alla media europea per Parigi oltre i 40 mila miliardi

Matteo
Di Matteo

Immagine a scopo illustrativo. Foto di repertorio o immagine generata mediante intelligenza artificiale.


«Debito: la Francia strangolata dalla fiammata dei tassi di interesse» è stato il titolo di apertura di un editoriale, che scenario allarmante presenta la situazione di crisi dei Debiti pubblici. La Francia, a fine marzo 2026, ha visto il suo debito ascendere a 3.536 miliardi di euro, superando di 378 miliardi quello dell’Italia, che aveva superato solo sei anni fa. Nel frattempo, il debito pubblico americano ha superato i 40.000 miliardi di dollari.

I dati evidenziano un aumento significativo dei tassi di interesse. Nel pomeriggio di ieri, i titoli decennali USA mostrano un rendimento del 4,70%, mentre quello francese è del 4,12% e quello italiano del 4,09%. Negli ultimi giorni, lo spread italiano è sceso al di sotto di quello francese di alcuni punti base. La Francia paga così interessi superiori a qualsiasi altro paese dell’Eurozona, inclusi Italia, Grecia e Spagna. A ciò si aggiunga la crisi energetica, aggravata dalla chiusura dello stretto di Hormuz, e un aumento dei debiti privati, principalmente negli Stati Uniti.

Nel giro di un anno, dal 2024 al 2025, il debito pubblico francese è aumentato di 154 miliardi di euro, mentre quello italiano è cresciuto di 129 miliardi. Tuttavia, l’incremento del debito italiano è in gran parte attribuibile a discrepanze statistiche e al deficit, con quest’ultimo sotto controllo e sceso sotto il 3% del PIL alla fine del primo trimestre 2026. Al contrario, il debito francese ha visto aumenti dovuti quasi esclusivamente al deficit, che si attesta oltre il 5,1% del PIL.

La situazione del deficit mostra un ulteriore divario tra Francia e Italia. Entro la fine del primo trimestre 2026, il deficit francese ammonta a 153 miliardi di euro, con la maggior parte derivante dal deficit primario. In confronto, il deficit italiano è di 68 miliardi, interamente dovuto alla spesa per interessi, poiché il bilancio primario è positivo.

Le differenze si estendono anche alla composizione del debito pubblico. A fine 2025, l’Italia aveva 446 miliardi di euro del proprio debito posseduto da privati, contro solo 39 miliardi della Francia. Questo significa che una parte significativa del debito italiano è di fatto “autofinanziata” dal settore privato. Escludendo questa quota, il debito pubblico italiano nelle mani di istituti e investitori stranieri ammontava a 2.648 miliardi, inferiore di 774 miliardi rispetto alla parte corrispondente del debito pubblico francese.

Negli Stati Uniti, un report del Fondo Monetario Internazionale prevede un deficit pubblico del 7,5% del PIL per il 2026, con un debito che potrebbe superare quello dell’Italia nel 2030.

Il debito aggregato, comprendente debito pubblico e debiti di famiglie e imprese, colloca Francia e Stati Uniti rispettivamente al quarto e primo posto nel mondo. A fine 2025, il debito aggregato francese ammontava a 11.344 miliardi di dollari, quasi il doppio rispetto a quello italiano, mentre il debito aggregato statunitense arrivava a 77.280 miliardi.

La crescente difficoltà dei debiti pubblici di Francia e Stati Uniti, insieme all’aumento globale dei tassi d’interesse, rappresenta un aspetto critico che obbliga l’Italia a mantenere la disciplina fiscale. Con le elezioni imminenti, aumentano le pressioni per spese generose. Tuttavia, è essenziale comunicare chiaramente la situazione attuale evitando il possibile contagio da una crisi finanziaria francese e americana, ben più ampia e devastante di quanto vissuto in passato.

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